MENU

Trapianto pediatrico

I trapianti in età pediatrica rappresentano in molti casi la sola opzione terapeutica per chi è affetto da una malattia rara. I continui progressi in questo ambito hanno fatto aumentare la sopravvivenza di chi riceve un trapianto.

  • Nella Regione Piemonte sono attivi in Torino i programmi di trapianto pediatrico di rene e cuore presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio OIRM-S. Anna e di fegato presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio Molinette.

    La gestione della lista d’attesa pediatrica è a carattere nazionale. Tutti i bimbi con caratteristiche di idoneità al trapianto in Italia, vengono inseriti in un’unica lista e gli organi dei donatori pediatrici presenti sul territorio nazionale vengono attribuiti ai bimbi in lista secondo criteri stilati dal Centro Nazionale Trapianti in accordo con i professionisti del settore. I criteri di allocazione dell’organo sono consultabili presso il CRT, in un’ottica di assoluta trasparenza del sistema.

  • Dal 2000 è attivo a Torino il Centro Trapianti Rene Pediatrico dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio Regina Margherita,
    per trapianto da cadavere e da vivente, quest’ultimo svolto in collaborazione con due equipes mediche del Presidio Molinette di Torino.

    Nel Centro Trapianti Pediatrico del Regina Margherita tutti i bambini/adolescenti/ragazzi affetti da insufficienza renale cronica possono essere iscritti, dopo valutazione della idoneità clinica, alla lista d’attesa nazionale per trapianto renale da cadavere.

    Le indicazioni al trapianto

    Il trapianto renale è indicato per le persone affette da insufficienza renale terminale, cioè nello stadio in cui la terapia medica non è più sufficiente ad aiutare i reni malati a garantire una adeguata depurazione dell’organismo.
    I pazienti che si trovano in questa situazione e che vengono sottoposti ad un trattamento dialitico possono contemporaneamente effettuare gli accertamenti necessari per valutare l’idoneità al trapianto renale ed iscriversi quindi in lista d’attesa per trapianto da donatore cadavere. I pazienti che godono della disponibilità di un donatore vivente possono effettuare il trapianto renale anche prima di iniziare la dialisi, ovviamente quando la funzione dei reni naturali è già molto ridotta: in questo caso si parla di trapianto preventivo.

    Le fasi precedenti il trapianto

    CRITERI DI ISCRIZIONE ALLA LISTA D’ATTESA
    Alla lista d’attesa per trapianto renale da cadavere nazionale pediatrica possono essere iscritti tutti i pazienti che abbiano iniziato il trattamento dialitico prima del compimento del diciottesimo anno di età oppure abbiano sofferto di una malattia renale con riduzione della funzionalità dell’organo nei primi 15 anni di vita. Rimangono tuttavia alcuni criteri di esclusione dal trapianto che possono essere controindicazioni non assolute e definitive, ma permettere l’ammissibilità dei pazienti al trapianto solo se risolti adeguatamente:

    1. la presenza di malattie tumorali maligne in corso e/o non giudicate guarite da un periodo di tempo variabile a seconda del tipo di neoplasia
    2. la presenza di infezioni attive in corso e/o non guarite
    3. la presenza di tossicodipendenza da droghe e da alcool

    BILANCIO PRE TRAPIANTO
    L’immissione in lista è una fase molto importante di tutto il processo “trapianto renale” perché permette non solo di valutare se il trapianto è indicato in quella data persona, ma soprattutto perché individua quei fattori (fattori di rischio) che richiedono cautele particolari o interventi di correzione ( le cosiddette bonifiche) prima del trapianto stesso. L’iscrizione prevede uno studio accurato eseguito con vari esami del sangue, strumentali, visite specialistiche che garantiscono la normale funzionalità di altri organi e permettono di escludere la coesistenza di malattie, anche in fase iniziale, che possono controindicare il trapianto renale. Al termine dell’iter diagnostico viene compilata una cartella clinica e si effettua una visita collegiale di idoneità presso il centro trapianti. Durante la visita collegiale il candidato viene visitato dal nefrologo, dal chirurgo vascolare, dall’urologo e dall’anestesista. In caso di idoneità si procede all’immediata iscrizione in lista attiva d’attesa di trapianto renale da cadavere.

    LA SELEZIONE E LA PREPARAZIONE
    Il momento del trapianto arriva sempre senza preavviso: i pazienti in lista d’attesa devono quindi essere sempre pronti, dal punto di vista clinico ed organizzativo. Per quanto riguarda gli aspetti clinici è possibile che un paziente in lista non sia momentaneamente trapiantabile a causa di una malattia temporanea. In questo caso si procede alla sospensione della lista attiva e il trapianto può essere rimandato ad un’altra occasione più favorevole. Il candidato deve essere sempre facilmente rintracciabile e disponibile a prepararsi all’intervento, eseguendo, al momento della selezione, un eventuale trattamento dialitico e gli accertamenti necessari all’intervento (Rx torace, elettrocardiogramma, visita cardiologica, visita anestesiologica, esami del sangue), anche se il risultato finale degli esami di compatibilità (cross match) o di valutazione del donatore dovessero risultare sfavorevoli ed impedire quindi il trapianto. Se il candidato e l’organo donato risultano idonei, il ricevente deve poi raggiungere sollecitamente il centro trapianti.

    Assegnazione dell’organo

    Dal 1996 è attivo in Italia il programma pediatrico nazionale, con un’unica lista d’attesa nazionale per tutti i tipi di trapianto pediatrico.

    Il rene viene assegnato tenendo conto di:

    – gruppo sanguigno e tipizzazione HLA compatibile
    – anzianità di dialisi
    – immunizzazione del ricevente
    – ritrapianto
    – peso corporeo del ricevente

    Intervento e ricovero

    Il rene trapiantato viene posizionato anteriormente, nella parte inferiore dell’addome sopra l’inguine in area che dal punto di vista anatomico viene etichettata come “fossa iliaca”. E’ una sede che sembra quasi fatta apposta per ospitare il trapianto renale in quanto:

    – è protetta dai traumi
    – il rene trapiantato in quella sede può essere facilmente biopsiato se necessario (la biopsia renale è molto frequente nel trapianto renale)
    – può essere agevolmente rimosso qualora non più funzionante

    Nel caso venga realizzato un doppio trapianto i reni vengono in genere posizionati nelle due fosse iliache, uno a destra ed uno a sinistra.

    Dopo il trapianto il bambino è trattenuto per qualche ora (in genere una notte) nel Reparto di Cardiorianimazione dell’OIRM e quindi è trasferito, se non insorgono problemi, nella camera semiintensiva del Centro Trapianti di rene. Qui è permesso ad un genitore di restare in continuazione accanto al bambino trapiantato. I controlli strumentali sono eseguiti, per quanto possibile, direttamente al letto del paziente.
    Dopo le dimissioni il bambino esegue periodici controlli in regime di Day Hospital o di visita ambulatoriale presso il Day hospital del Centro secondo uno schema di controlli prescritto dal Neurologo, che compila anche il piano terapeutico. La gestione del bambino trapiantato avviene con la collaborazione di una gamma di specialisti pediatri, compreso l’appoggio Neuropsichiatrico e Dietologico.

    Il ritorno a casa

    Dopo le prime fasi nel post trapianto renale in cui vengono effettuati controlli clinici e del sangue a tempi ravvicinati, la vita del bambino-adolescente-ragazzo trapiantato può riprendere normalmente.
    Il paziente può riprendere l’attività scolastica, sportiva e di gioco.

    La dieta nel paziente trapiantato è libera, con alcune raccomandazioni e non restrizioni. Ad esempio è utile ridurre l’apporto di zuccheri e grassi, soprattutto nei primi 6 mesi di trapianto quando si assumono dosi relativamente elevate di cortisone. E’ importante bere sufficientemente e mantenere un buon stato di idratazione.

    La terapia medica, più specificatamente l’immunosoppressione, abbassando le difese immunitarie del ricevente, permette di mantenere una buona funzione del trapianto. I farmaci immunosoppressori a disposizione sono molteplici e sono in genere utilizzati in associazione. Come tutti i farmaci possono dare effetti collaterali talora fastidiosi (peluria, ipertrofia gengivale, ritenzione di liquidi, tremori…)

     

    CLICCA QUI PER SCARICARE LA CARTA DEI SERVIZI PER IL TRAPIANTO DI RENE PEDIATRICO

     

    Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino
    Presidio OIRM – S. Anna

    Direttore: Dott. Bruno Gianoglio

     

    PERSONALE

    Sezione Contatti
    Direttore 011 3135629
    Sala medici 011 3135362
    Caposala Nefrologia 011 3135628
    Unità intensiva trapianto 011 3135362
    Day Hospital ambulatorio 011 3131762
    Dialisi 011 3135475
    FAX 011 6635513
    e-mail nefrologiapediatrica@cittadellasalute.to.it

    CONTATTI MEDICI

    Sezione Contatti
    Dott. Roberto Bonaudo 011 3135847
    Dott. Roberta Camilla 011 3135848
    Dott. Francesca Mattozzi 011 3131759
    Dott. Licia Peruzzi 011 3131761

     

  • Dal 1996 è attivo a Torino il Centro Trapianti Fegato Pediatrico dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio Molinette, per trapianto da vivente e da cadavere. Il trapianto da donatore adulto (vivente o cadavere) viene effettuato con tecnica split; quello da donatore pediatrico con fegato in toto.

    Gli epatologi valutano ed inseriscono in lista trapianto nazionale i bimbi con alcune forme di insufficienza epatica per le quali è indicato il trapianto.

    Le indicazioni al trapianto

    Il trapianto in età pediatrica è possibile in tutte le forme di insufficienza epatica grave.
    Le patologie che possono causare insufficienza epatica nell’età infantile sono:

    – atresia delle vie biliari
    – colangite sclerosante primitiva
    – tumori epatici
    – deficit di alfa 1 antitripsina
    – epatite autoimmune
    – epatite virale
    – fibrosi cistica
    – glicogenosi
    – sindrome di Budd Chiari
    – trombosi della vena porta
    – morbo di Wilson

    Per fortuna per ognuna di queste malattie vi sono terapie consolidate che migliorano la funzionalità epatica.
    La valutazione se effettuare o meno un trapianto è un bilancio che tiene conto delle possibili complicanze dell’insufficienza epatica, del grado di compromissione clinica e della potenzialità evolutiva della malattia.

    I bimbi candidati al trapianto di fegato presentano i sintomi ed i segni della malattia epatica in fase terminale. Spesso sono portatori di ipertensione portale con vari sintomi che vanno dall’ascite, alle varici esofagee con sanguinamento dell’apparato gastrointestinale, a vari gradi di malassorbimento, soprattutto se vi sono malattie colestatiche croniche (es. atresia delle vie biliari). Talvolta i bimbi hanno ritardi della crescita e rachitismo.

    Se la causa che porta al trapianto è un tumore epatico possono essere presenti i sintomi legati al volume della neoplasia.
    Se sussistono le seguenti condizioni il bimbo può essere inserito in lista di urgenza nazionale:

    – trattamento intensivo per insufficienza epatica acuta o cronica con aspettativa di vita minore di 7 giorni senza trapianto
    – pazienti con malattie metaboliche che inducono un danno neurologico in peggioramento

    Le fasi precedenti il trapianto

    IL BILANCIO PRE TRAPIANTO
    I piccoli pazienti vengono inviati al Centro trapianto epatico dell’Ospedale Molinette da alcuni ospedali infantili o dal proprio pediatra di base.
    Qui vengono sottoposti ad una prima visita medica.
    Vengono effettuati una serie di accertamenti per definire le condizioni cliniche e l’eventuale idoneità al trapianto. Vengono effettuati prelievi ematici, esami strumentali non invasivi. In caso di esami invasivi, questi vengono svolti in narcosi. Vengono sempre richieste la visita anestesiologica, quella chirurgica, eventuali altre consulenze su problemi specifici. I genitori sono chiamati a firmare il consenso all’inserimento del bimbo in lista d’attesa per trapianto.

    Il paziente attende in lista effettuando i controlli con cadenza che varia a seconda del peso e delle condizioni cliniche.

    LA SELEZIONE E LA PREPARAZIONE
    Il momento del trapianto arriva con scarso preavviso: i pazienti in lista d’attesa devono quindi essere sempre pronti, dal punto di vista clinico ed organizzativo.
    Per quanto riguarda gli aspetti clinici è possibile che un paziente in lista non sia momentaneamente trapiantabile a causa di una malattia temporanea. In questo caso si procede alla sospensione della lista attiva e il trapianto può essere rimandato ad un’altra occasione più favorevole.
    Il candidato deve essere sempre facilmente rintracciabile e disponibile a prepararsi all’intervento, eseguendo, al momento della chiamata eventuali ulteriori accertamenti necessari all’intervento anche se la valutazione del donatore dovesse risultare sfavorevole ed impedire quindi il trapianto.
    Se il candidato e l’organo donato risultano idonei, il ricevente, se non già ricoverato in sede, deve raggiungere sollecitamente il centro trapianti.

    Assegnazione dell’organo

    L’allocazione del fegato pediatrico segue i criteri dettati dal protocollo nazionale.
    Vi è infatti in Italia un’unica lista d’attesa per tutti i bimbi che devono effettuare il trapianto di fegato.
    Vengono attribuiti prioritariamente a pazienti pediatrici i fegati prelevati da donatore in età inferiore ai 18 anni e gli split sinistri da donatore cadavere adulto.

    Il fegato viene assegnato in base ad un punteggio che tenga conto di:

    – gruppo sanguigno AB0 compatibile
    – dimensioni compatibili
    – gravità clinica del ricevente
    – sede del prelievo
    – anzianità di lista del ricevente

    I bimbi in urgenza nazionale avranno il primo fegato pediatrico disponibile in Italia o il primo emifegato da donatore adulto splittabile.

    Intervento e ricovero

    Prima di essere trasferito in sala operatoria il piccolo paziente viene ricoverato nel reparto di Gastroenterologia.
    In sala operatoria, dopo l’anestesia ed il suo corretto posizionamento posturale leggermente sul fianco sinistro sul lettino operatorio, si procede all’intervento che inizia con la disinfezione di tutto l’addome e degli accessi cutanei per l’eventuale utilizzo dello shunt veno-venoso per la circolazione extracorporea (attualmente applicato solo in casi eccezionali).
    In caso di trapianto di fegato in toto si procede all’isolamento del fegato e alla sua deconnessione dagli elementi vascolari (arteria, vena porta e vene sovraepatiche) e biliari.
    Rimosso il fegato, si posiziona il fegato nuovo nella stessa sede e viene riconnesso con entrambe le componenti arteriosa e venosa. La durata media dell’intervento è di tre ore e mezzo.
    In caso di trapianto di split da donatore cadavere o vivente solo la parte più piccola del fegato (sinistra) viene trapiantata.
    Al termine dell’intervento il paziente si sveglierà con due drenaggi al silicone addominali che fuoriescono dalla cute e verranno tolti nei giorni post operatori, e con un piccolo tubicino trasparente (tranne in casi particolari) dal quale fuoriuscirà la bile e che verrà mantenuto per circa tre mesi.

    Il paziente viene trasferito nell’unità di terapia intensiva, sarà aiutato a respirare da un tubo, posizionato nelle prime vie respiratorie fino a che il paziente non sarà in grado di farlo da solo, di solito dopo qualche ora. Durante questo periodo il paziente non potrà parlare né bere.
    Un secondo piccolo tubo verrà posizionato durante l’intervento nello stomaco e fatto fuoriuscire attraverso una narice.
    Tale sondino permette la fuoriuscita delle secrezioni gastriche e verrà rimosso non appena l’intestino ritornerà alla sue funzioni normali. Inoltre è presente il catetere urinario che in genere viene rimosso dopo pochi giorni dall’intervento.

    Il ritorno a casa

    Dalla dimissione è necessaria la piena collaborazione della famiglia nell’aiutare il bimbo ad attenersi ad alcune norme che il centro trapianti suggerisce. E’ necessario che si informi immediatamente il medico curante per ogni problema.

    Il bimbo si dovrà sottoporre ad una serie di esami e visite di controllo ambulatoriali.
    Finito il periodo più vulnerabile (primi tre mesi post trapianto) la maggior parte dei pazienti può godere di una vita piena ed attiva.
    I bambini trapiantati dal momento del trapianto in poi vengono sottoposti ad una terapia immunosoppressiva basata sull’utilizzo di ciclosporina o di tacrolimus (che vanno assunti per tutta la vita) in associazione a corticosteroidi (che vengono sospesi generalmente 3 mesi dopo il trapianto).
    Durante i primi mesi, a causa della terapia con alte dosi di farmaci immunosoppressori, il bimbo è più vulnerabile alle infezioni ed è quindi necessario effettuare un’accurata igiene personale ed evitare i luoghi affollati e le possibilità di contagio.

    CLICCA QUI PER SCARICARE LA CARTA DEI SERVIZI PER IL TRAPIANTO DI FEGATO

     

    Centro trapianti fegato
    Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino
    Presidio Molinette

    Direttore: Prof. Renato Romagnoli

    Sezione Contatti
    Reparto di degenza 011 6336770
    Day hospital 011 6335256
    Terapia semi intensiva 011 6335487
    FAX 011 6965923

    Il servizio di Day hospital è disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12
    (previo contatto col medico curante)

     

    Gastroenterologia
    Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino
    Presidio OIRM-S. Anna

    Direttore: Prof. Barbera Cristiana

    Sezione Contatti
    Reparto di degenza 011 3135246
    Day hospital 011 3135225

     

    RESIDENZA CIMABUE
    L’Associazione Italiana Trapiantati di Fegato ha realizzato una struttura d’appoggio destinata esclusivamente a pazienti o loro famigliari che provengano da fuori Torino.
    È la Residenza Cimabue posta in Via Cimabue 2 a Torino.
    La struttura dispone di 54 posti letto di cui 44 in camera singola.

    Informazioni su disponibilità e costi possono essere chieste alla Segreteria al numero 011 3119155

  • Dal 2002 è attivo a Torino il Centro Trapianti Cuore Pediatrico presso l’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio Regina Margherita.
    Cardiologi e Cardiochirurghi valutano ed inseriscono in lista di attesa per trapianto i bimbi affetti da particolari patologie cardiache per le quali è indicato il trapianto.

    La lista pediatrica è a carattere nazionale. Tutti i bimbi in lista di trapianto per patologie cardiache sono inseriti in un unico registro e il primo cuore disponibile a livello nazionale viene allocato ad uno dei bimbi in lista sulla base di una serie di parametri (clinici e non) codificati dal Centro Nazionale Trapianti.

    Le indicazioni al trapianto

    Le patologie che più frequentemente portano al trapianto cardiaco sono cardiopatie congenite complesse non ulteriormente trattabili chirurgicamente o miocardiopatie.

    Possono essere inseriti in lista di trapianto come urgenza le seguenti condizioni:

    – paziente in assistenza meccanica
    – paziente in ventilazione artificiale secondaria ad insufficienza cardiaca

    Le fasi precedenti il trapianto

    L’IMMISSIONE IN LISTA
    Dopo che cardiologi e cardiochirurghi hanno valutato e discusso la patologia del bambino in base alla storia clinica, ai sintomi ed agli esami strumentali, essi decidono l’immissione in lista.
    Al momento dell’iscrizione in lista il bambino deve essere sottoposto a prelievi ematici, tra cui alcuni specifici per poter in seguito trovare il cuore più adatto e più compatibile (cioè più simile dal punto di vista immunologico); ciò avviene in Day Hospital, durante il quale, tra l’altro, i genitori del bambino, dopo aver parlato con un medico ed essere stati adeguatamente informati, devono firmare il consenso all’immissione in lista.
    Se necessario, verranno programmati altri esami o richieste consulenze specialistiche.

    IL MANTENIMENTO IN LISTA
    Mentre è in lista di attesa, in genere ogni mese il bambino verrà sottoposto ad una visita medica in ambulatorio.
    Ogni tre mesi, durante un day hospital, verranno effettuati dei prelievi di sangue di controllo ed ancora, almeno ogni 3 mesi, ma più frequentemente in base alle condizioni cliniche, saranno eseguiti altri esami quali ECG, Radiografia del torace, Ecocardiogramma ed altre consulenze specialistiche necessarie.
    Ogni 6-12 mesi sarà eventualmente necessario ripetere un cateterismo cardiaco; questo esame, già eseguito prima dell’immissione in lista, serve a valutare le condizioni dei polmoni, poiché spesso il peggioramento del cuore crea danni ai polmoni, talora così gravi da rendere il trapianto cardiaco più rischioso o impossibile. Per il cateterismo è necessario generalmente un ricovero di due giorni e l’esame viene eseguito da un cardiologo mediante tecniche radiologiche, utilizzando un sottile tubicino che, inserito in una vena, spesso a livello dell’inguine, viene spinto fino al cuore per vedere le cavità e misurare pressioni o altri valori.

    LA SELEZIONE E LA PREPARAZIONE
    Quando arriva la telefonata per l’offerta di un cuore il medico di guardia, qualora decida che è quello adatto al paziente, chiama il ricevente per farlo arrivare il più rapidamente possibile in ospedale, avverte gli altri medici che dovranno andare a prendere tale organo, spesso in un’altra città, ed avverte le strutture necessarie (reparto, sala operatoria, rianimazione…).
    All’arrivo del ricevente in reparto, si effettua la visita del paziente stesso e si eseguono gli esami ed i prelievi necessari per controllare la situazione di ogni organo; inoltre si richiede ai genitori la firma del consenso al trapianto, si richiede il sangue e gli emoderivati necessari per l’intervento e si prepara il bimbo per andare in sala operatoria.

    Assegnazione dell’organo

    Dal 1996 è attivo in Italia il programma pediatrico nazionale, con un’unica lista d’attesa nazionale per tutti i tipi di trapianto pediatrico.
    Vengono attribuiti prioritariamente a pazienti pediatrici i cuori prelevati da donatore in età inferiore ai 18 anni.

    Il cuore viene assegnato tenendo conto di:

    – gruppo sanguigno AB0 compatibile
    – dimensioni compatibili
    – gravità clinica del ricevente
    – sede del prelievo
    – anzianità di lista del ricevente

    I bimbi in urgenza nazionale avranno il primo cuore pediatrico disponibile in Italia.

    Intervento e ricovero

    Una equipe formata, in genere, da due chirurghi e una strumentista si reca nell’ospedale sede di donazione e, collaborando con i medici e gli infermieri locali, esegue tale intervento di prelievo, sempre in comunicazione telefonica con il proprio ospedale per coordinare nel modo migliore la tempistica.
    Quando il cuore prelevato arriva in ospedale, nel più breve tempo possibile inizia il trapianto vero e proprio.
    Il cuore malato viene rimosso dal torace e l’organo donato viene suturato nella sede di quello vecchio, in genere collegando i due atrii destro e sinistro e le due grandi arterie, aorta e polmonare.
    Molte varianti esistono nella tecnica chirurgica per far fronte alle differenze anatomiche o dovute ai precedenti interventi cardiochirurgici.
    Cardiochirurghi, anestesisti, personale di sala operatoria e cardiologi collaborano tutti per poter rimuovere il cuore malato, collocare al suo posto il nuovo organo e farlo funzionare al meglio dopo il periodo di ischemia (mancata irrorazione del sangue), dall’istante del prelievo al momento in cui ricomincia a battere.

    Il bimbo, uscito dalla sala operatoria, sarà assistito in terapia intensiva per far sì che il cuore e gli altri organi si riprendano nel modo migliore ed il bimbo stesso possa risvegliarsi e riprendere a respirare in modo autonomo.
    Dopo un periodo in genere non molto lungo, 2-4 giorni, il bambino verrà trasferito nel reparto in camera semiintensiva, dove proseguirà il ricovero e gli stretti controlli clinico strumentali necessari.

    Il ritorno a casa

    Dopo il periodo trascorso in terapia intensiva e la degenza in reparto il bimbo viene dimesso e seguito con Day hospital periodici e visite ambulatoriali con cadenze prefissate.
    Le visite e gli esami sono più frequenti nei primi mesi dopo il trapianto e poi si riducono di frequenza, per giungere a controlli ogni 3-4 mesi circa, a partire da 2 anni dopo il trapianto stesso.
    I controlli prevedono in genere: visita, esami del sangue, compreso il controllo del dosaggio dei farmaci immunosoppressori, ECG, Ecocardiogramma, Radiografia del torace.
    Ogni anno, inoltre vengono eseguiti altri esami di controllo, tra cui in genere un cateterismo cardiaco per valutare la funzione del cuore trapiantato.
    Il bimbo trapiantato, una volta passati i primi mesi, può tornare a svolgere le normali attività.

     

    CLICCA QUI PER SCARICARE LA CARTA DEI SERVIZI PER IL TRAPIANTO DI CUORE PEDIATRICO

     

    Centro trapianti cuore
    Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino
    Presidio OIRM-S. Anna

    Direttore: Prof. Carlo Pace Napoleone

    PERSONALE

    Sezione Contatti
    Segreteria Direttore 011 3135605
    Sala medici 011 3135378
    Caposala 011 3135664
    Reparto degenza 011 3135209/5453
    Ambulatorio 011 3135492
    Terapia intensiva
    cardiochirurgica
    011 3135518
    FAX 011 3135085
    e-mail cardio@oirmsantanna.piemonte.it

    CONTATTI MEDICI

    Sezione Contatti
    Direttore 011 3135808
    Medici 011 3135663/809

    ORARI DI ATTIVITÀ

    Sezione Orari
    Cardiologia Tutti i giorni h 8 – 14
    Cardiochirurgia Mercoledì h 8 – 14
    Ambulatorio
    Day hospital pre trapianto
    Tutti i giorni h 8 – 16
    Ambulatorio
    Day hospital post trapianto
    Tutti i giorni h 8 – 16

     

  • Negli ultimi anni si è aperta la possibilità di trapianto di polmone in età pediatrica presso il Centro trapianti dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio Molinette.
    Le indicazioni al trapianto polmonare in età pediatrica sono quasi tutte legate alla diagnosi di Fibrosi cistica (FC) che evolve nella maggioranza dei casi negli anni in insufficienza respiratoria cronica con un picco nell’età pre-adolescenziale.

    Dal 2010 è attivo il protocollo di emergenza nazionale polmone per l’inserimento in lista di urgenza di pazienti con condizioni cliniche rapidamente progressive. I pazienti arruolabili devono essere di età <= 50 anni, in assistenza respiratoria invasiva e/o con device extracorporeo vascolare ad esclusione del DECAP, già inseriti in lista di attesa per trapianto di polmone e ricoverati presso la terapia intensiva di un centro trapianti di polmone.

     

    Direttore SCDU Chirurgia Toracica: Prof. A. Oliaro

    Sezione Contatti
    Segreteria ambulatorio SCDU Chirurgia Toracica 011 6336631
    Reparto di degenza SCDU Chirurgia Toracica 011 6336635-6655-6071
    Capo sala reparto SCDU Chirurgia Toracica 011 6336775
    Capo sala ambulatorio SCDU Chirurgia Toracica 011 6336631
    Day hospital SCDU Chirurgia Toracica 011 6336474-6576
    Sala Medici SCDU Chirurgia Toracica 011 6336655
    Fax SCDU Chirurgia Toracica 011 6336474
    Sala Operatoria SCDU Chirurgia Toracica 011 6335640-5639

     

    Direttore SCDU Cardiochirurgia Responsabile programma trapianto cuore e polmone: Prof. M. Rinaldi

    Sezione Contatti
    Studio 011 6334788
    Reparto degenza SCDU Cardiochirurgia 011 6335509
    FAX SCDU Cardiochirurgia 011 6335509

     

    Direttore SC Pneumologia: Dott. S. Marra (interim)

    Sezione Contatti
    Studio 011 6334064

     

    Day hospital trapianto polmone: Dott.ssa D. Libertucci – Dott. P. Solidoro

    Sezione Contatti
    Day hospital trapianto polmone 011 6336474-6576
    FAX day hospital trapianto polmone 011 6336474
    Segreteria SC Pneumologia 011 6336631
    Reparto degenza SC Pneumologia 011 6335548-6691
    FAX reparto SC Pneumologia 011 6336691

     

Dove trovarci

Il CRT ha sede in Via Santena 19 - 10126 Torino presso la Struttura Complessa Immunogenetica e Biologia dei Trapianti Universitaria dell' Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.

Contattaci

    Skip to content