Centro Regionale Trapianti - Piemonte

Immunogenetica / Consulenza Immunogenetica / Identificazione mutazioni

  1. Identificazione di mutazioni responsabili di insufficienza d’organo
  2. Nel settembre 2018 il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti ha aperto una attività di consulenza genetica e identificazione di mutazioni genetiche che possono condurre a insufficienza d’organo (renale o epatica) e, quindi, al trapianto. Questa nuova attività trova giustificazione dal fatto che una quota variabile, stimata tra 10 e 30% delle malattie che conducono al trapianto, ha una causa genetica. Inoltre, il primo presupposto per avviare al trapianto un paziente con insufficienza d’organo è la precisa diagnosi di malattia, che rimane non diagnosticata attualmente in circa il 50% dei pazienti che si affacciano ad un programma di trapianto. La diagnostica per tali malattie non è diffusa e la Regione Piemonte ne è largamente scoperta. Per questo – considerando anche le competenze di Genetica Medica – la SC di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti ha ritenuto di doversi attrezzare per rispondere a queste necessità.

    L’accesso a questo servizio avviene tramite il Centro di Nefrologia/Gastroenterologia di riferimento o attraverso il genetista medico che vede il paziente in consulenza. Gli obiettivi dell’analisi sono due:
    1) Confermare un sospetto diagnostico attraverso la identificazione di una mutazione specifica
    2) Indirizzare il sospetto diagnostico nel caso di quadri clinici complessi e non chiari

    L’approccio selezionato è quello del “clinical exome”, ovvero del sequenziamento “next generation” di un pannello di circa 6700 geni (vedi lista) selezionati per essere associati a patologie nell’uomo (Illumina TruSightOne Expanded). All’interno di questo pannello vengono analizzati esclusivamente i geni per i quali sono state identificate mutazioni che possono portare a danno renale o epatico. Nel primo caso, al momento si tratta di circa 200 geni (vedi lista) mentre per le patologie epatiche si tratta di circa 250 geni (vedi lista); due volte l’anno viene effettuata una revisione della letteratura e un aggiornamento dei pannelli in analisi. Nel caso si tratti della conferma di un sospetto diagnostico, il flusso analitico prevede l’analisi prioritaria dei geni potenzialmente coinvolti e – solo nel caso in cui non si trovassero mutazioni – dell’intero pannello di geni coinvolti in patologie renali o epatiche. Nel caso invece si tratti di quadri clinici complessi e non chiari verrà analizzato l’intero pannello renale o epatico. I geni “non direttamente correlati a patologie renali o epatiche” non verranno mai analizzati, se non all’interno di progetti di ricerca e in presenza di un consenso informato scritto firmato dal paziente. Il DNA del paziente verrà conservato presso il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti per tutto il tempo necessario all’analisi dei dati e alla conferma della presenza di eventuali mutazioni. Successivamente verrà distrutto e buttato. I dati genomici generati dal sequenziamento verranno conservati presso il Servizio di Immunogenetica e Biologia dei Trapianti per almeno 15 anni dall’esecuzione del test.

    Data la complessità dell’esame e la necessità di raggruppare piú pazienti per ridurre i costi, i tempi stimati di restituzione del referto sono di circa 6 mesi a partire dalla richiesta.

    Consulenze genetiche - Riservato ai medici specialisti